venerdì 23 febbraio 2018

Questa volta leggo #1
Recensione "Voce di lupo" Laura Bonalumi

38 commenti
Buongiorno lettori, come state? Oggi sul blog approda una nuova rubrica: QUESTA VOLTA LEGGO, nata da un'idea di Chiara Una lettrice sulle nuvole, Laura La libridinosa e Dolci Le mie ossessioni librose. In cosa consiste? Ogni mese noi blogger partecipanti scegliamo un tema riguardo a una tipologia di lettura da fare e poi lasciamo il nostro contributo con una recensione. Il tema di febbraio era: un libro ricevuto a Natale e dunque eccomi qui con la mia recensione per Voce di lupo di Laura Bonalumi, che mi è stato regalato questo Natale da Veronica!
Avevo questo libro nella lista desideri da parecchio tempo e riceverlo mi ha fatta parecchio felice, purtroppo però non mi è piaciuto quanto avrei sperato.



Voce di lupo
Laura Bonalumi
Editore Piemme ● Pagine 189
Cartonato N/D ● Brossura € 12,00 ● Ebook € 6,99
Trama: Se il bosco potesse parlare, racconterebbe di due ragazzi che amavano respirare il profumo della resina. Se le montagne e i sassi avessero voce, direbbero che lassù, dove le cime graffiano il cielo, a volte il respiro si ferma. Come quello di Giacomo, bloccato dalla terra che all'improvviso frana; come quello del suo più caro amico, che preferisce non ricordare il proprio nome, perché da quando la montagna si è sgretolata niente ha più senso. E parlerebbero anche del respiro di Chiara, amica preziosa che ama i boschi solo in cartolina. Non bastano le parole di genitori, professori o amici per riempire un vuoto che sembra incolmabile: Giacomo se n'è andato e ha portato via il sole. Vivere ancora sembra impossibile, se non passando attraverso ciò che è accaduto. Passando di nuovo attraverso il bosco.


Recensione
Marco ha tredici anni e sta passando quel fantastico periodo della vita in cui nessuno riesce a fare a meno di sentirsi invincibile. Lui e il suo migliore amico Giacomo amano profondamente i boschi e la montagna e si divertono a fare escursioni e a spingersi sempre un po' più in là.
Un giorno però capita l'impensabile: Giacomo scivola, Marco non riesce ad afferrarlo, e per lui è la fine.

Marco si sente in colpa, non riesce a farsi una ragione di quello che è successo e sente come se fosse morta anche una piccola parte di sé, così decide di andare a rifugiarsi proprio in quei boschi in cui con Giacomo ha passato giornate intere, in solitudine, nella speranza di poter ritrovare la sua essenza tra gli alberi e di riuscire a darsi un po' di pace.

giovedì 22 febbraio 2018

Il nuovo sistema di giudizio per le mie letture e perché ho deciso di cambiare

8 commenti
Buongiorno lettori, oggi un post diverso dai soliti, più che altro una breve comunicazione di servizio. Volevo informarvi che, a partire da adesso, le care vecchie stelline che, negli anni, ho sempre utilizzato per valutare le mie letture, non saranno più utilizzate.
Ebbene sì, ho deciso di eliminarle. Perché? Semplicemente perché non mi ci sentivo più a mio agio e non rientravano più nei canoni di quello che ad oggi considero un buon metro di giudizio per me stessa.

Da qualche tempo a questa parte, infatti, ho un modo differente di vivere le mie letture. È come se, adesso, riuscissi sempre a vedere sia il lato buono che quello meno buono di ogni libro e dunque per me è diventato davvero difficile minimizzare e ridurre il mio pensiero, le sensazioni che un libro mi ha trasmesso, in un semplice voto che va da uno a cinque.

La verità è che non esistono al mondo due libri uguali, in grado di regalare le stesse emozioni, buone o cattive che siano e mi è ormai impossibile pensare di attribuire un voto piuttosto un altro dato che ai miei occhi due titoli differenti non hanno mai identico peso o valore. Sarà l’età? Chissà!

Tutto questo per dirvi che ho deciso che sì, le stelline non ci saranno più, ma utilizzerò comunque un diverso modo di giudicare. Dividerò essenzialmente le mie letture in quattro categorie, ognuna identificata da un simbolo differente:

  per i libri eccezionali, indimenticabili

  per i libri che sono riusciti a convincermi e che mi sono piaciuti a tutto tondo

  per quei libri che non ho trovato del tutto pessimi, ma nemmeno memorabili

  per i libri che proprio non sono riusciti a convincermi

Soprattutto il simbolo con il punto esclamativo, lo utilizzerò davvero con molta parsimonia, lasciandolo soltanto per quelle letture in grado di restarmi nel cuore e di conquistarsi un posto tra i miei romanzi preferiti, dunque gli altri tre simboli saranno quelli che vedrete di più.

lunedì 19 febbraio 2018

Recensione “Eppure cadiamo felici” Enrico Galiano

3 commenti
Buon pomeriggio lettori, come state? Io, giusto per non farmi mancare niente, sono di nuovo a letto con la febbre per la seconda volta nel giro di due settimane: una meraviglia!
Oggi ho deciso di tenervi compagnia con il mio pensiero riguardo a Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano, romanzo che avevo sugli scaffali da quando è arrivato nelle nostre librerie, e con cui mi sono ritrovata ad avere uno stranissimo rapporto. Curiosi?



Eppure cadiamo felici
Enrico Galiano
Editore Garzanti ● Pagine 381
Cartonato € 16,90 ● Brossura N/D ● Ebook € 8,99
Trama: Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un'estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l'appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall'ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l'amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi. Un romanzo su quel momento in cui il mondo ti sembra un nemico, ma basta appoggiare la testa su una spalla pronta a sorreggere, perché le emozioni non facciano più paura.


Recensione
Gioia Spada non è un’adolescente come tutte le altre: i suoi genitori sono un completo disastro e non si prendono neanche alla lontana cura di lei come dovrebbero, a scuola se ne sta per conto suo e viene trattata come un’appestata da tutti i suoi compagni, ha una vera passione per la musica ‘vecchia’ e per le parole intraducibili. Come se tutto questo non fosse abbastanza, la sua unica amica, Tonia, è frutto della usa immaginazione.

Le giornate di Gioia volano via tutte allo stesso triste e inesorabile modo, finché però una sera, per caso, non incontra Lo. Un ragazzo strano e spiritoso, che sembra in grado di parlare la sua stessa lingua e di comprenderla al volo.