venerdì 25 novembre 2016

Reading is believing si prende una pausa a tempo indeterminato: cari lettori, arrivederci

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Buongiorno lettori, come avrete capito dal titolo, questo non è il solito post. In questi giorni, per una serie di motivi che adesso vi andrò a spiegare, ho deciso di mettere in pausa il blog a tempo indeterminato. Non so quando tornerò, né tanto meno se mai mi tornerà la voglia di farlo in futuro.

Il discorso in realtà è abbastanza semplice. Il blog è aperto da gennaio 2012, ovvero da quasi cinque anni. Da quando l'ho aperto sono cambiate molte cose, sia nella mia vita di tutti i giorni, sia nella blogosfera. La blogosfera prima era diversa, era un luogo di confronto, era un luogo in cui si parlava di libri, e lo si faceva davvero. Le recensioni venivano lette con attenzione, sia che fossero di libri vecchi e sconosciuti, sia che fossero di libri più recenti e meno noti. Erano il cuore dei blog, ciò che li rendeva unici, speciali, degni di essere visitati. Mi prendo anche la libertà di dire che secondo me, anche al di fuori delle recensioni, veniva comunque dato più valore alla lettura. C'erano meno blog, meno iniziative, meno giveaway, meno blogtour ed eventi particolari, ma veniva data molta più importanza al contenuto e alla qualità di ciò che veniva pubblicato.
Oggi, purtroppo non è più così. Le cose sono andate a peggiorare man mano e, almeno personalmente, penso che siano degenerate. La blogosfera è diventata un luogo dispersivo, superficiale, una vera e propria fiera della banalità senza se e senza ma. C'è un nuovo blogtour praticamente ogni giorno, giveaway fioccano da tutte le parti un giorno sì e l'altro pure, release party, release blitz e chi più ne ha più ne metta. Soprattutto quella dei blogtour, è diventata una vera e propria moda, tra i blogger. Un po' perché, si sa, fa figo e fa sentire importanti, un po' perché ormai era diventato l'unico vero modo per assicurarsi la tanto agognata copia cartacea (e dico era perché di recente pure le case editrici si sono stufate e stanno cambiando politica in merito). Una moda però, secondo me, dannosa e malsana, a livello "culturale" e comunicativo. Se si propongono blogtour e simili giornalmente, come fanno i lettori a distinguere i libri davvero meritevoli da quelli che vengono pubblicizzati senza cognizione di causa? Si è persa proprio la concezione del perché si organizzassero iniziative di questo tipo. Si facevano per dare risalto a una particolare uscita, non la solita, quella importante, quella lodevole.
In più, sono venuti fuori e continuano a venir fuori una miriade di blog, e molti - lo so, sarò impopolare e passerò per la stronza di turno, ma voglio essere sincera e senza peli sulla lingua per una volta - hanno poca ragione di esistere e vengono definiti blog in modo improprio. In genere vi si possono trovare "recensioni" di quattro righe scritte a caratteri cubitali e piene di errori e un post praticamente per ogni libro che esce in libreria. Insomma, non prendiamoci in giro, dire che sono poveri di contenuti è quasi un eufemismo.

Ormai poi, chissà se ci avete fatto caso o meno, ma vorrei che vi fermaste un attimo a rifletterci, il culto è diventato quello di mostrare i libri, quello di ostentare. Tant'è che i post più popolari sono quelli con le anteprime, quelli dedicati ai book haul. Le recensioni? Quelle che una volta erano la vita dei blog, il fulcro? Ormai non contano più. In quanti davvero le leggono? In quanti, al di fuori di un paio di lettori affezionati e amici, lasciano commenti costruttivi che non siano i soliti "bello, vorrei leggerlo" oppure "wow, mi ispira"? E poi, anche questi commenti miseri, c'è da aspettarseli solo se si parla dell'ultima uscita, del libro già noto. Cosa succede se per caso si propone la recensione di un romanzo uscito da qualche anno, uno di quelli che conoscono in pochi, che magari non appartiene al genere più in voga? Si viene per lo più ignorati, è la triste verità.
I lettori ormai sono stanchi, hanno perso interesse, tant'è che ormai persino i blogtour con tanto di copia in regalo, iniziano ad essere snobbati. Sempre più spesso, da parecchio tempo a questa parte, mi è capitato di impiegare ore per fare dei post che poi alla fin fine non considerava nessuno. E a quale scopo, allora, farli questi post? Per continuare a parlare di libri come ho sempre fatto, ok, ma a che pro, visto che chi ho di fronte ormai non ha più voglia di ascoltare? Sinceramente, per quanto sia dispiaciuta, penso non ne valga più la pena. Non è stata una decisione che ho preso a cuor leggero, ma è diventata l'unica possibile da prendere per me. Un tempo nemmeno lo concepivo il pensiero di chiudere il blog, anche fino a qualche settimana fa l'idea non mi passava nemmeno per l'anticamera del cervello, perché ci tenevo troppo anche solo per considerarlo. Poi, all'improvviso non so, sono rimasta come folgorata. Ho iniziato a farmi domande su domande e sono giunta a questa triste conclusione.

Per evitare polemiche, ci tengo ad ogni modo a precisare che non ce l'ho con nessuno e che non mi riferisco a nessuno in particolare. Sto semplicemente esprimendo quelli che secondo me sono dati di fatto. Sto cercando di fare luce su come vedo le cose. E non sto puntando il dito verso nessuno perché anche io, per carità, ho cercato di adattarmi per capire cosa volessero i lettori e ho dato risalto a più cose che ad altre, pensando di essere diventata noiosa o poco interessante. Anche io per prima, ho accettato inviti a partecipare a vari blogtour di libri che non conoscevo e che poi, una volta letti, si rivelavano ai miei occhi davvero pessimi. E penso di essermi comportata poi anche di conseguenza, in modo coerente, cercando di partecipare e/o organizzarne soltanto per libri che davvero consideravo degni di nota. E soprattutto, certamente anche a me, di sicuro presa dalla fretta e dalla stanchezza, è capitato qualche volta di lasciare commenti non particolarmente costruttivi. Insomma, nessuno è perfetto e di certo non lo sono nemmeno io, poco ma sicuro. Il vero problema secondo me sta nell'intenzione, nell'abitudine, nell'assenza di ricerca di un dialogo vero e proprio, nella sempre più diffusa e tristissima usanza che "io vengo a commentare da te solo se tu vieni a commentare da me". Non starò poi a soffermarmi sulle inutili e insensate guerre e dibattiti che si sono venuti a creare per "chi arriva prima" a prenotarsi con le case editrici che mi hanno onestamente sfiancato, per quanto per fortuna, a parte una volta, non mi sia mai capitato di rimanerci di mezzo in prima persona.

Potrei anche parlare del fatto che, volendo o no, alla fine gestire un blog e sfornare anche solo almeno due o tre post alla settimana, si può considerare alla stregua di un lavoro. È una cosa che richiede davvero molto impegno e passione e io ce li ho messi ben volentieri, fin tanto che me la sentivo, ma adesso, con questi presupposti, purtroppo non me la sento più. Ormai negli ultimi tempi il blog l'ho sempre e solo visto come un dovere, più che come un piacere. Devo preparare almeno un post, devo finire di scrivere quella recensione, è meglio che non leggo libri troppo lunghi o in lingua, dato che sono diventata un po' lenta, sennò poi resto senza troppo tempo con zero recensioni da pubblicare. Insomma, diciamo che ho raggiunto un bel livello di saturazione e sono proprio stanca della situazione, sotto ogni punto di vista. Di certo ha anche aiutato il fatto che adesso io abbia trovato finalmente un lavoro in cui però passo il mio tempo per lo più di fronte uno schermo, dunque quando arrivo a casa alla sera, non ho poi tanta voglia di mettermi ancora davanti a un PC. A volte preferisco rilassarmi, guardare qualche telefilm, leggere, fare cose che non mi tolgono altre energie o non richiedono particolare concentrazione, cose che mi appagano senza farmi stancare di più di quanto già non abbia fatto durante la giornata. Si può dire alla fine, che a portarmi a prendere questa decisione, sono stati diversi fattori. Certo, non nego che, se la blogosfera fosse rimasta quella di un tempo, avrei volentieri continuato a fare dei sacrifici, come poi ho cercato di fare in questi ultimi mesi in cui ho comunque lavorato, da aprile a questa parte. E vi dirò, sono comunque triste perché tutto questo nel bene e nel male mi mancherà ma da un altro, al solo pensiero, mi sento libera, cosa che denota il modo sbagliato in cui, per un motivo o per un altro, avevo iniziato a vivere la situazione.

Ovviamente in questo post non voglio parlare soltanto di cose brutte e negative. Grazie al mio piccolo blog che comunque, non smetterò mai di dirlo, negli anni mi ha regalato un sacco di gioie e soddisfazioni e mi ha molto gratificato, ho conosciuto persone splendide che poi sono diventate amiche fidate e questa, diciamocelo, è una cosa senza prezzo e dal valore inquantificabile. Ed è anche uno dei motivi che mi sta spingendo a chiudere bottega. Ormai tanto, la triste verità, è che i confronti veri ce li ho soltanto con loro e sapete che vi dico? Sono felice così. Quando penso di voler avere una discussione su un libro, che sia su un personaggio o su un tema trattato, è da queste care belle persone che vado, perché in questo contesto non mi è più concesso sfogarmi davvero ormai da troppo tempo.
Ma sapete comunque qual è la cosa che davvero fa riflettere? È che i miei pensieri di cui sopra, quelli riguardo all'ambiente che si è venuto a creare nella blogosfera, miei cari lettori, non li ho solo io, queste non sono cose che mi sto sognando o situazioni che sto travisando. Anche le mie amiche blogger, e molte le conoscete di sicuro, condividono tutto ciò e sono stanche di questa situazione sterile e poco stimolante che si è venuta a creare. Alcune hanno mollato, altre molto probabilmente lo faranno. È triste (lo so, sono ripetitiva) è vero, ma in fondo si dice che nella vita tutto ha una fine e forse questo non è altro che il corso naturale delle cose. Molte cose finiscono, tante altre cominciano. Il famoso "chiusa una porta, si apre un portone". Certo, non lo nego, avrei preferito chiudere bottega per altri motivi, motivi più "belli" indipendenti dalla blogosfera, ma non sempre nella vita otteniamo ciò che vogliamo, si sa.

E dunque niente, ragazzi, volevo solo dirvi ciao e farvi conoscere i motivi che mi hanno spinta fin qua, a scrivere questo post chilometrico che probabilmente soltanto pochi di voi riusciranno a leggere fino in fondo. Volevo ringraziare davvero col cuore coloro fra di voi che mi hanno seguito in questi anni e che mi hanno regalato, sia in piccole che grandi dosi, il loro affetto. Non mi dimenticherò di voi, è una promessa. E ci sarò sempre per chi vuole fare soltanto anche quattro chiacchiere - potete aggiungermi su facebook, vi giuro che non mordo - perché del resto su, meglio sdrammatizzare: non sto mica andando a morire, sto semplicemente dicendo ciao a questo mio piccolo angolino che mi ha - e, mi auguro, vi abbia - tenuto tanta compagnia.
Ancora adesso, mentre finisco questo post, c'è una parte di me che si sente quasi svuotata, che dice "Deni, ma sei matta? NON farlo! Rimani! Dopo tutto questo tempo... continua per la tua strada come hai sempre fatto" eppure, l'altra parte, quella più razionale e lucida, mi dice che è la cosa giusta e il perché immagino di averlo chiarito anche fin troppo bene. Che poi chissà, non escludo di non tornare tra qualche mese tra le vostra braccia virtuali in lacrime, presa dalla nostalgia, di nuovo piena di voglia di fare delle chiacchiere. Chissà che blogger non torni ad essere quel bel posto che era un tempo, una volta che anche questa moda avrà fatto il suo corso. Insomma, nella vita, mai dire mai. Il blog rimarrà comunque online, visibile e aperto al pubblico, nella speranza che i vecchi post possano essere di qualche utilità per i viandanti del web.

Non posso che concludere citandovi Harry Potter per un'ultima volta (concedetemelo!) "Via, via Hagrid... Questo non è un vero addio, dopo tutto" e non lo è infatti ragazzi, è un arrivederci. Un caldo abbraccio e a presto. La vostra Denise.


P.S. ringrazio dal profondo del cuore anche tutte le case editrici che mi hanno concesso di collaborare con loro in questi anni perché hanno avuto un ruolo fondamentale per me e, ovviamente, chiedo umilmente scusa a quelle con cui avevo preso l'impegno di leggere e recensire romanzi. Cercherò di sdebitarmi pubblicando, in modo sintetico ma esaustivo, il mio pensiero su Amazon e Goodreads. Mi spiace da matti dovermi sottrarre alla parola data, ma tutto questo non era davvero in programma, altrimenti mi sarei comportata in modo diverso. Grazie per la comprensione.

domenica 20 novembre 2016

GDL "Ti darò il sole" ~ Conclusione

14 commenti
Buonpomeriggio lettori e buona domenica! Ho finito il romanzo poco prima di pranzo e sono ancora in estasi, ubriaca d'amore verso questa bellissima storia. Non riesco davvero a dirvi quanto mi dispiaccia che sia giunta al termine, insieme al nostro gruppo di lettura.

RECAP CAPITOLO 5 - FINE
La madre di Noah e Jude, dopo aver passato un periodo a comportarsi in modo parecchio strano, comunica ai ragazzi che il padre andrà a stare per conto suo per qualche tempo. Sconvolti, i gemelli cercano conforto l'una nell'altro e Jude confessa finalmente a Noah che fra lei e Brian nello sgabuzzino non è mai accaduto niente così, quando Brian torna per le vacanze infernali, Noah si lascia andare fra le sue braccia come avrebbe sempre desiderato.
Noah scopre però della relazione clandestina della madre e, senza nemmeno rendersi conto della gravità delle sue azioni, ferisce Brian per sfogarsi.

Jude, mentre lavora alla sua statua, riesce finalmente a lasciarsi andare e decide di raccontare la verità a suo padre e a Noah riguardo al motivo per cui non è stato preso alla CSA e, con l'inaspettato aiuto di Oscar, riesce a salvarlo per miracolo dal tuffarsi dal punto più alto della scogliera, ubriaco fradicio.

giovedì 17 novembre 2016

Papertowns #72

15 commenti
Papertowns - città di carta - è una rubrica ideata da me. Ad ogni appuntamento vi presenterò i nuovi libri - esclusivamente in formato cartaceo - entrati in mio possesso che siano stati acquistati, scambiati, avuti in regalo o ricevuti in omaggio da case editrici e autori.

Buongiorno lettori, come state? Questa settimana col rientro a lavoro sono stata parecchio impegnata, dunque sono riuscita a preparare soltanto questo post, ma meglio che niente, ci si accontenta! Oggi vi mostro la seconda parte di due delle mie ultime entrate cartacee.


La chiave di bronzo
Clare, Black  MAGISTERIUM #3

Editore Mondadori ● Pagine 256
Cartonato 17,00 € ● Brossura N/D ● Ebook 9,99 €
Omaggio della Casa Editrice

Trama: Callum, Aaron e Tamara sono inseparabili. Frequentano il Magisterium, dove vengono addestrati a dominare la magia per combattere il Nemico e riportare l'ordine in un mondo dominato dal caos. Una scuola come la loro dovrebbe essere il luogo più sicuro e protetto per farlo.
Ma dopo la morte improvvisa di un compagno, i tre amici si ritrovano a seguire le tracce di un sinistro assassino, mettendo a repentaglio le proprie vite. Come se non bastasse, hanno il fondato sospetto che nel Magisterium si aggiri una spia del Nemico. Non c'è tempo da perdere. L'ennesima Guerra Magica incombe, e l'unico modo per sconfiggere il Nemico è giocarsi il tutto per tutto. Perché se la magia finisce nelle mani sbagliate il male che può scaturirne è inimmaginabile.