lunedì 20 novembre 2017

❝BUONA VITA A TUTTI❞
I benefici del fallimento e l'importanza dell'immaginazione secondo J.K. Rowling

3 commenti
Buongiorno lettori, come state? Grazie all'ufficio stampa di Salani, ho avuto la fortuna di avere in anteprima una copia di Buona vita a tutti, il piccolo volume disponibile da oggi nelle nostre librerie che, nella sua brevità, racchiude un po' della saggezza della nostra amata J.K. Rowling, dunque eccomi qui prontamente per parlarvene.



Buona vita a tutti
J.K. Rowling

Editore Salani ● Pagine 80
Cartonato 10,00 € ● Brossura N/D ● Ebook N/D

Trama: Quando J.K. Rowling è stata invitata a tenere il discorso per la cerimonia di laurea di Harvard, ha deciso di parlare di due temi che le stanno molto a cuore: i benefici del fallimento e l'importanza dell'immaginazione. Avere il coraggio di fallire, ha detto, è fondamentale per una buona vita, proprio come ogni altro traguardo considerato di successo. Immaginare se stessi al posto degli altri, soprattutto dei meno fortunati, è una capacità unica dell'essere umano e va coltivata a ogni costo. Raccontando la propria esperienza e ponendo domande provocatorie, J.K. Rowling spiega cosa significa per lei vivere una "buona vita". Un piccolo libro pieno di saggezza, umanità e senso dell'umorismo, ricco di ispirazione per chiunque si trovi a un punto di svolta della sua esistenza. Per imparare a osare e ad aprirsi alle opportunità della vita.


Come suggerisce anche la quarta di copertina, nel giugno del 2008, la Rowling è stata invitata a tenere un discorso per i laureandi di Harvard, il cui filmato è disponibile interamente anche su YOUTUBE. La prima cosa che dunque secondo me c'è da sapere su questo volumetto, è che si tratta, niente più, niente meno, della trascrizione del discorso che l'autrice ha tenuto allora, arricchita da una serie di illustrazioni minimali e coloratissime.

Si tratta dunque, essenzialmente, di un libricino da collezione che sono certa tutti i fan dell'autrice accoglieranno a braccia aperte come la sottoscritta.

Attraverso alcune fra le diverse tappe della propria vita, Joanne ci porta a riflettere su diversi argomenti. Ci parla di fallimento e racconta ancora una volta di quanto sia stata dura per lei, dopo il divorzio dal marito, con una bimba piccola a cui badare con le sue sole forze e con pochi spiccioli per arrivare alla fine del mese, ma di come allo stesso tempo si sia sempre tenuta più fortunata di molti altri. Parla di quanto sia, secondo lei, importante fallire nella vita, per imparare a sapersi rialzare a testa alta e a lottare per ciò in cui si crede.

Non starò qui a raccontarvi che il fallimento è uno spasso. Fu un periodo buio della mia vita e non potevo certo aspettarmi quello che in seguito la stampa ha presentato come una specie di finale da favola. Non avevo idea di quanto fosse lungo il tunnel e per molto tempo la luce alla fine fu più speranza che realtà.

Parla anche di quanto sia importante l'immaginazione, ma non si riferisce semplicemente a quel tipo di fantasia che le ha permesso di dare vita a un intero mondo, ma quella capace di rendere più forte chi si impegna a sfruttarla e farne tesoro.

A differenza di tutte le altre creature terrene, gli esseri umani possono apprendere e comprendere senza sperimentare di persona. Possono immaginarsi al posto degli altri.

Personalmente posso dirvi che si tratta, se vogliamo, soltanto di una manciata di parole, ma per quel che mi riguarda sono parole forti, potenti e coraggiose, di cui fare tesoro e da custodire con cura. Parole piene di speranza, capaci anche di sanare ferite e di indirizzare sulla giusta via verso la propria concezione di felicità. Parole che, tutti dovrebbero avere il beneficio di leggere o sentire, almeno una volta nella vita.

Spero vivamente di avervi convinti, in caso non lo abbiate già fatto, a fare tesoro anche voi stessi di queste parole, a prescindere dal dove e dal come. Leggetele, ascoltatele, ricordatele nel tempo. Vi abbraccio e alla prossima!

venerdì 17 novembre 2017

Recensione "Dalla parte di Bailey" W. Bruce Cameron

2 commenti
Buongiorno lettori, come state? Oggi ho pensato di tenervi compagnia lasciandovi il mio parere per Dalla parte di Bailey di W. Bruce Cameron. Avevo questo romanzo sugli scaffali praticamente da una vita, l'ho letto praticamente per caso e, come magicamente accade a volte quando si prende tra le mani un libro senza averlo programmato, è stato amore. Tra l'altro ho di recente scoperto che ne è stato tratto un film, uscito lo scorso gennaio nei nostri cinema con il titolo di Qua la zampa e già non vedo l'ora di vederlo!



Dalla parte di Bailey
W. Bruce Cameron
Editore Giunti ● Pagine 288
Cartonato 16,00 € ● Brossura 6,90 € ● Ebook 4,99 €

Trama: Immagina un cane che non muore mai. Immagina un cane che si reincarna in diverse vite e se le ricorda tutte. Immagina che voglia scoprire il motivo per cui vive e che continui a rinascere finché non l'ha trovato. Questa storia è raccontata da Bailey, un cane saggio e divertente, bastardino randagio nella sua prima vita, golden retriever nella seconda, cane poliziotto nella terza e labrador nero nell'ultima. Ed è la storia dell'incontro magico con Ethan, il suo padrone speciale, che Bailey conosce da cucciolo e intende ritrovare a tutti i costi. Tra mille avventure commoventi, Bailey ci conduce in un viaggio incantato alla ricerca del senso della vita, dell'amore e della lealtà, che squarcia il velo sottile che separa animali ed esseri umani.


Recensione
Toby è un piccolo randagio. Nasce per strada, insieme ad altri tre cuccioli, ma non ha molta fortuna, perché dopo esser stato preso e "adottato" da una famiglia che tiene clandestinamente diversi cani in un cortile, viene portato in canile dopo essersi ferito.
Quando prematuramente arriva la sua ora, Toby si lascia andare, senza sapere cosa stia accadendo. L'ultima cosa che però si aspetta, è di rivedere la luce, ma la sua esistenza non è ancora finita, perché rinasce, in una nuova cucciolata, e viene accolto in una vera casa, dove c'è Ethan, un bambino che sembra essere nato per esclusivamente per amarlo.

martedì 14 novembre 2017

Chiacchiere e confessioni sui libri
« The book blogger test »

18 commenti
Buongiorno lettori, oggi ho pensato di fare un po' di chiacchiere con voi riguardo alla lettura. L'altro giorno mi sono imbattuta su questo carinissimo tag sul blog di Jessica, The ink spell e ho pensato subito di mettermi a rispondere anche io alle domande, che ho trovato molto carine e interessanti. Preparatevi dunque a sentirmi sproloquiare, a sapere quali sono le tre cose che odio in un libro, e a leggere qualche confessione libresca!


TRE COSE CHE ODIO IN UN LIBRO
Iniziamo alla grande! Soltanto tre cose? Facile!
1) gli stereotipi o i cliché utilizzati a sproposito: perché si sa, spesso nelle storie sono inevitabili, però secondo me bisogna saperli "maneggiare" per non renderli insulsi e noiosi e dunque per non penalizzare il libro.
2) la scarsa caratterizzazione dei personaggi: niente di peggiore di un romanzo con personaggi appena accennati, senza una vera personalità o qualcosa da dire, o peggio, fotocopia di altri personaggi di altri libri.
3) l'inconsistenza: quante volte capita che l'idea dietro a un romanzo sembri geniale e poi il libro di per sé si riveli una delusione? Ecco, odio quando succede.

IL POSTO IDEALE IN CUI LEGGERE
In poltrona, sul divano, oppure rigorosamente a letto, in tutte le stagioni. Quando fa freddo, con una bella copertina addosso! In primavera e in estate invece, finché non fa troppo caldo, mi piace molto anche leggere fuori, sia al sole, che al buio (peccato che quest'ultima situazione, per colpa delle zanzare, sia quasi impossibile da sostenere di solito). La cosa che più adoro quando leggo però è il silenzio, con l'unica eccezioni dei rumori della natura. Peccato che spesso e volentieri debba farne a meno.